Sito ufficiale dell’amministrazione comunale di Santa Giusta
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La Basilica,
collocata sull’altura, divide le due principali strade dell’abitato. Prendendo la strada a destra
si percorre la Via Garibaldi dove si incontra un grande edificio moderno che ospita la
sede comunale; restaurato tra il 1991/93 dall’ARP Studio, si presenta in mattoni
rossi, con sei colonne quadrate di color verde che incorniciano l’entrata semicircolare con un
orologio nella sommità.
Di fronte a questo edificio si trova una piccola piazza dedicata ai caduti in guerra, in cui è presente una scultura composta da un arco al di sotto del quale si trova una piramide tronca che conserva i nomi dei soldati caduti.
Nella parte
posteriore del comune vi è Piazza Berlinguer con l'edificio prefabbricato delle Poste Italiane e
con una
struttura modulare che presenta una serie di coperture a doppio spiovente; un
muretto in mattoni pieni divide questo edificio da altre due strutture: una pedana circolare e un
palco stabile.
Questo insieme viene utilizzato per le festività civili in onore delle Sante venerate dal
paese: Santa Giusta (14 Maggio) e Santa Severa (ultima domenica di settembre).
Dietro l’edificio delle Poste è visitabile un
porticciolo dove trovano attracco le imbarcazioni dei pescatori.
Seguendo la
via Garibaldi si arriva a una salita alla sommità della quale, girando a sinistra è ben visibile lachiesetta di Santa Severa. La città di Othoca di origini Fenicio-Puniche possedeva
anche una necropoli che è stata messa in luce accanto alla chiesa di Santa Severa e nell’attigua
località de
is Forrixeddus (i piccoli forni), termine che si riferisce probabilmente alle fosse degli
incinerati della fase fenicia. In questa necropoli fenicia sono documentati prevalentemente i riti
della cremazione e alcuni dell’inumazione.
Le tipologie tombali presenti sono tre: tombe a cassone, tombe a cista litica, con urna fittile collocata all’interno di una cista quadrata in lastre di arenaria (documentata in un unico esempio) e tombe a fossa (circolare, ellittica e rettangolare).
Immediatamente a
destra della chiesetta sono presenti delle antiche strutture protette da vetri, una di esse è un
sarcofago litico e la struttura vitrea più evidente custodisce una tomba a camera ascrivibile,
secondo Piero Bartoloni, al VI sec. a.C.; uno dei pochi esempi intatti esistenti in tutto il bacino
del Mediterraneo, scoperta nel 1984. La tomba si compone di un brevissimo dromos delimitato da due
ale e di un vano rettangolare di metri 2,4x1,76 coperto a doppio spiovente. Sui lati lunghi della
camera si aprono due nicchie quadrangolari. La tomba presenta all’interno una decorazione pittorica
poco conservata.
Altre tombe della necropoli di Othoca, riferibili al VI a.C. sono del tipo a enchytrismos , ossia entro anfora. Tutte le sepolture sono state ritrovate accompagnate da corredo, in alcuni casi, come nella tomba a camera, si è verificato l’eccezionale ritrovamento di un corredo intatto.
Tornando indietro
e svoltando a destra della salita si possono ammirare le
case del Genio Civile, costruite nel 1910 in seguito ai grandi lavori di bonifica
che interessarono il territorio e recentemente restaurate. Poco più avanti alcuni metri prima del
distributore di carburante ben visibile dalla strada, si può vedere l’omonimo stagno di Santa
Giusta per estensione uno dei più grandi dell’isola (790 ettari)
Nello Stagno di Santa Giusta si svolge ogni anno, l’ultima domenica di Luglio, la regata de
is fassois, piccole imbarcazioni sopravvissute dalla preistoria che vengono condotte in piedi
utilizzando una pertica fatta di canne.
Tutta la manifestazione è incorniciata da un grande folklore; sono previste varie sfilate e
rappresentazioni di balli popolari, inoltre nella stessa giornata si svolge la “Sagra del Muggine”
che arrosto che può essere gustato nel vicino boschetto di eucaliptus, sui tavoli in pietra a
disposizione dei turisti che desiderano soffermarsi sulle rive della laguna per partecipare alle
varie sagre come, anche, quella dei “Malloreddusu”, nella seconda domenica di settembre.
All’ingresso del boschetto è possibile seguire la stradina in sterrato che conduce a una
grande piattaforma in pietra di fattura moderna, usata per rappresentazioni folkloristiche. Di
fronte si trova un porticciolo ligneo per l’attracco di piccole imbarcazioni da pesca. Continuando
la passeggiata per il sentiero, arrivati all’altezza del distributore, si può seguire un percorso
pedonale in ciottoli, che porta alla visita di alcune sculture in pietra di artisti locali. Accanto
alcuni cartelloni con notizie sulla fauna e sul territorio. Continuando a percorrere la stradina in
ciottoli si renderà ben visibile una piccola postazione lignea fra piante tipiche, utile per l’o
sservazione di specie volatili; inoltre da questa piattaforma sono ben visibili i resti del ponte
romano .
Lasciando la
stradina in ciottoli e attraversando il ponte moderno che lo affianca, è possibile ammirare il
ponte a distanza ravvicinata e immediatamente si può vedere un’altra
scultura che rappresenta un
pescatore su un fassoi. Anche da questo lato è presente un percorso in ciottoli
che costeggia la laguna e che porta ad un’altra postazione lignea. Poco distante vi è un altro
specchio d’acqua di dimensioni inferiori rispetto allo
stagno principale, chiamato
Pauli Majore
. Esso è collegato allo stagno tramite un canale, circondato da una fittissima vegetazione
ripariale, basti pensare che i suoi 40 ettari sono efficacemente protetti da circa 200 ettari di
fitti canneti, misti a cortine di tamerici.
Questo
fragmiteto, il più vasto della Sardegna, consente le vita e la nidificazione di numerose specie
della nostra avifauna tra cui: folaghe, porciglioni, germani reali, tarabusini, tarabusi,
aironi (rosso e cinerino), falchi di palude, fenicotteri, garzette, cavalieri d’I
talia, pollo sultano, cormorani e tante altre specie. Per la presenza di quest’a vifauna e per l’i
nteressantissimo ambiente botanico, il tutto è stato inserito nella lista delle zone umide di
importanza internazionale protette dalla convenzione di Ramsar. Inoltre in questo territorio nel
periodo estivo è disponibile un servizio di
visita guidata su imbarcazioni tipiche messe a disposizione dai pescatori,
chiamato
“A Pelo d’Acqua”, disponibile dal 28 Luglio al 30 Settembre.
Verso Sud è visibile anche lo stagno di Pauli ‘e Figu.
Proseguendo per la strada che si allontana dal centro abitato ma costeggia lo stagno, svoltando per il porto industriale di Oristano, costruito in parte sulla foce dello stagno di Santa Giusta, dopo un paio di chilometri dal bivio, si svolti a sinistra e si continui sempre dritti fino a incontrare sulla sinistra due strade bianche con indicazione segnaletica per le spiagge. Si giunge così alla magnifica spiaggia di Santa Giusta. Questa presenta un aspetto selvaggio a chi la vede per la prima volta, costituita da sabbia a grana grossa di colore grigio chiaro, a tratti mista a ghiaia fine. E’ circondata da piccole dune talvolta conquistate da bassi arbusti e piante di gigli selvatici e offre ottime possibilità di balneazione in quanto, situata all’interno del golfo di Oristano, presenta un’acqua limpida priva di forti correnti. La grande spiaggia termina verso sud nel molo di protezione posto sullo sbocco a mare dello stagno di s’Ena Arrubia. Vi si trovano inoltre gli interessanti ambienti di tzrugu trottu, gli stagnetti temporanei di sa Gora e la fascia di dune, fino alla grande spiaggia che giunge alle coste di Arborea e Terralba.