Sito ufficiale dell’amministrazione comunale di Santa Giusta
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La Peschiera di Pesaria, situata nello stagno di Santa Giusta, è un impianto tradizionale che
potrebbe essere considerato quasi come una forma di piscicoltura, sebbene si tratti di pesca e di
cattura che sfrutta la presenza e la rimonta naturale del pesce, ma con impianti che in qualche
modo piegano le abitudini del pesce ad esigenze di riproduzione e di una loro appropriata cattura.
In passato la peschiera aveva dimensioni maggiori rispetto a quella attuale, era costruita con
incannucciate,
prantas, formate da circa 220 canne, ciascuna infissa nel fondale e sostenuta da pertiche
e pali in castagno o eucaliptus, il tutto per ottenere grandi sbarramenti. Una
pranta, lunga circa 6 metri, lasciava interstizi di alcuni millimetri tra una canna e l’a
ltra, affinché il pesce potesse passare oltre gli sbarramenti durante la bassa marea e vi restava
imprigionato nel momento in cui si richiudevano le bocche con l’alta marea (detta orma).
Il suo funzionamento è identico a quello della peschiera attuale, in quanto entrambe
sfruttano l’alta e la bassa marea per il rifornimento e poi la cattura del pesce, ma la struttura
cambia.
Nella peschiera del passato:
In questa struttura correvano due passerelle di legno, per consentire un facile controllo nei lavorieri e nelle paratie. La peschiera aveva anche due capannine, baraccheddas de castiu, molto piccole e basse che permettevano soltanto ad una persona sdraiata di effettuare un costante controllo dei lavorieri. Una sorgeva proprio in una passerella, l’altra era situata accanto all’a rgine dello stagno.
Nella peschiera attuale, invece, gli sbarramenti sono costruiti con materiale diverso: is
prantas sono costituite da canne in plastica, in modo da durare più a lungo, incastrate tra loro
nel fondale da piccoli pilastri in cemento formando una solida muraglia. Tutto il pavimento della
peschiera è in cemento armato, persino le due passerelle.
Come abbiamo detto, la tecnica di cattura è sempre la stessa ma la struttura cambia:
In passato, il personale della peschiera era formato da un capo, su pasragiu, e i dipendenti, is zaraccus. Veniva gestita anche da più di una cooperativa di pescatori. Il caseggiato era in muratura costituito da 3 stanze comunicanti, rispettivamente per cucinare, per dormire, e per riporre reti, attrezzature di pesca e pesatura. In quest’ultima, veniva conservato anche un tipo rete, su fiau, in quanto usato solamente nel periodo da Novembre a Gennaio, per la pesca della filatrotta, s’anguidda loada, dopo tale periodo iniziava quello di "rifornimento", così su fiau veniva riposto nell’apposita stanzetta. La rete adibita alla pesatura invece conteneva fino ad un quintale di pesce. Sempre nello stesso locale vi era un’altra stanza non comunicante però con le altre perché aveva l’accesso a parte e serviva per la preparazione della bottarga.
Nella stanza per dormire, i giacigli venivano costruiti con canne sostenute da pali, sopra venivano adagiate delle stuoie “is istoias” formate da foglie di erbe palustri legate assieme da una cordicella di giunchi, oppure si usava crine o lana per durare a lungo.
Attualmente la peschiera di Pesaria è gestita da una sola Cooperativa di pescatori con 60 soci che vi lavorano in coppia a turni alterni, sia per la sorveglianza che per i lavori di pulizia, e un Presidente. Il caseggiato di un tempo è stato ristrutturato e trasformato in un laboratorio per la preparazione de s’anguidda scambecciada, l’anguilla a scambeccio. A parte c’è un apposito locale per la pesatura del pesce, e infine un caseggiato con cucina, fornita di televisione, frigo, camino e la stanza da letto.