Comune di Santa Giusta

Sito ufficiale dell’amministrazione comunale di Santa Giusta

Salta la barra di navigazione e vai ai contenuti

 

Biblioteca Mestieri e le tradizioni in laguna Progetto ITERR-COST Progetto RIBERAS Servizio SUAP Operazione Trasparenza Isportellu Limba Sarda
Home > Santa Giusta > Economia > Pesca > Peschieria

Peschieria

 

La Peschiera di Pesaria, situata nello stagno di Santa Giusta, è un impianto tradizionale che potrebbe essere considerato quasi come una forma di piscicoltura, sebbene si tratti di pesca e di cattura che sfrutta la presenza e la rimonta naturale del pesce, ma con impianti che in qualche modo piegano le abitudini del pesce ad esigenze di riproduzione e di una loro appropriata cattura. In passato la peschiera aveva dimensioni maggiori rispetto a quella attuale, era costruita con incannucciate, prantas, formate da circa 220 canne, ciascuna infissa nel fondale e sostenuta da pertiche e pali in castagno o eucaliptus, il tutto per ottenere grandi sbarramenti. Una pranta, lunga circa 6 metri, lasciava interstizi di alcuni millimetri tra una canna e l’a ltra, affinché il pesce potesse passare oltre gli sbarramenti durante la bassa marea e vi restava imprigionato nel momento in cui si richiudevano le bocche con l’alta marea (detta orma).
Il suo funzionamento è identico a quello della peschiera attuale, in quanto entrambe sfruttano l’alta e la bassa marea per il rifornimento e poi la cattura del pesce, ma la struttura cambia.

Passerelle di legno Baraccheddas o Capannina

Nella peschiera del passato:

  • con la bassa marea (cabiossa) il pesce dal mare entrava nello stagno passando attraverso la zona di rifornimento situata al centro,  sproi di rifornimento, si chiudevano le paratie in modo che esso restasse intrappolato all’interno, venendo oltretutto attirato dai lavorieri dei serragli detti oiostrasa, sfruttando la corrente dallo stagno verso il mare. I pescatori recuperavano così il pescato col coppo (obigheddu) e altri attrezzi.
  • con l' alta marea (orma), la direzione della corrente è verso lo stagno, allora il pesce, che procedeva controcorrente, cercava di uscire verso il mare vivo. Si aprivano così le paratie nei due passaggi laterali ad imbuto, detti cobidian, per consentire al pesce di incanalarsi nelle bocche chiamate mandrie e, successivamente, essere catturato nella parte più stretta della mandria attraverso dei calici cascibi chiamati per questo camere di morte.

In questa struttura correvano due passerelle di legno, per consentire un facile controllo nei lavorieri e nelle paratie. La peschiera aveva anche due capannine,  baraccheddas de castiu, molto piccole e basse che permettevano soltanto ad una persona sdraiata di effettuare un costante controllo dei lavorieri. Una sorgeva proprio in una passerella, l’altra era situata accanto all’a rgine dello stagno.

Nella peschiera attuale, invece, gli sbarramenti sono costruiti con materiale diverso: is prantas sono costituite da canne in plastica, in modo da durare più a lungo, incastrate tra loro nel fondale da piccoli pilastri in cemento formando una solida muraglia. Tutto il pavimento della peschiera è in cemento armato, persino le due passerelle.
Come abbiamo detto, la tecnica di cattura è sempre la stessa ma la struttura cambia:

  • con la bassa marea il pesce entra nello stagno attraverso i due canali laterali, si alzano le paratie nella zona di rifornimento, su sproi, e permane nello stagno. Anche qui il pesce viene attirato nei lavorieri e recuperato coi vari attrezzi.
  • con l’ alta marea si sollevano le paratie per consentire al pesce di procedere verso il mare, passando attraverso due canali, stavolta posti ambedue vicini e al centro, detti  coroasa. Anche qui il pesce verrà poi catturato dai lavorieri posti alla fine di ogni “ coroa” nel punto più stretto.

In passato, il personale della peschiera era formato da un capo, su pasragiu, e i dipendenti, is zaraccus. Veniva gestita anche da più di una cooperativa di pescatori. Il caseggiato era in muratura costituito da 3 stanze comunicanti, rispettivamente per cucinare, per dormire, e per riporre reti, attrezzature di pesca e pesatura. In quest’ultima, veniva conservato anche un tipo rete, su fiau, in quanto usato solamente nel periodo da Novembre a Gennaio, per la pesca della filatrotta, s’anguidda loada, dopo tale periodo iniziava quello di "rifornimento", così su fiau veniva riposto nell’apposita stanzetta. La rete adibita alla pesatura invece conteneva fino ad un quintale di pesce. Sempre nello stesso locale vi era un’altra stanza non comunicante però con le altre perché aveva l’accesso a parte e serviva per la preparazione della bottarga.

Nella stanza per dormire, i giacigli venivano costruiti con canne sostenute da pali, sopra venivano adagiate delle stuoie “is istoias” formate da foglie di erbe palustri legate assieme da una cordicella di giunchi, oppure si usava crine o lana per durare a lungo.

Peschiera Cucina Cucina Sala di pesatura

Attualmente la peschiera di Pesaria è gestita da una sola Cooperativa di pescatori con 60 soci che vi lavorano in coppia a turni alterni, sia per la sorveglianza che per i lavori di pulizia, e un Presidente. Il caseggiato di un tempo è stato ristrutturato e trasformato in un laboratorio per la preparazione de s’anguidda scambecciada, l’anguilla a scambeccio. A parte c’è un apposito locale per la pesatura del pesce, e infine un caseggiato con cucina, fornita di televisione, frigo, camino e la stanza da letto.

 
Home | Contatti | Mappa del sito | Credits | © ConsulMedia 2007