Sito ufficiale dell’amministrazione comunale di Santa Giusta
Salta la barra di navigazione e vai ai contenuti

A Santa Giusta il
cestino ha avuto uno sviluppo enorme come utensile familiare. Soprattutto è stata
determinante la facilità di reperire la materia prima, in una terra ricca di erbe e paludi, e la
maggior facilità di lavorazione rispetto al vasellame. Il cestino,confezionato prevalentemente in
ambito domestico, conservò nei secoli questa caratteristica, a svantaggio del vasellame, che aveva
lo svantaggio di una più difficoltosa e specialistica lavorazione. La forma del baratto e dello
scambio estesero dall’ambito familiare a quello del commercio la diffusione del cestino. Accanto
alla commercializzazione primitiva del prodotto, troviamo il tentativo di renderlo più apprezzabile
mediante la
decorazione. Tuttavia l’origine di questa è da attribuire soprattutto all'amore
con cui la donna inventa un oggetto idoneo alle esigenze della casa e bello per i suoi occhi. Le
forme poi variano in funzione della materia: paglia di grano, asfodelo, rafia, palma nana e vimini.
Per quanto riguarda la decorazione, nei cestini di Santa Giusta predominano i motivi geometrici,
anche se non mancano quelli floreali e faunistici .
L’artigiano competente veniva chiamato
cadinaiu, cestinaio. Le piante utilizzate sono quelle che in gergo locale vengono
denominate
moddìzzi (lentischio)
ollastu (olivastro) e inoltre per le parti laterali veniva usata anche la canna spaccata,
canna sperrada (canna spaccata).
La
lavorazione tradizionale si compie avvolgendo le essenze vegetali su una base di
giunchi o paglia, con andamento a spirale e cucendo la treccia ottenuta con punti d’ago. La
decorazione, ottenuta con materiali affini o con cotone rosso e nero, viene aggiunta in un secondo
tempo oppure sviluppata con la costruzione del cestino.