Alcuni studiosi fanno risalire su
fassoni ai fenici: in uno scarabeo tharrense è riprodotta una barca di papiro del tutto
somigliante a su
fassoni tranne per il fatto di avere prua e poppa entrambe culminanti a punta rialzata,
mentre su
fassoni presenta la poppa mozza. Da altri studi si fa risalire l’origine de su
fassoni al periodo nuragico, questa ipotesi si basa sull’esigenza delle antiche
popolazioni di disporre di mezzi idonei per operare nelle lagune. Al di là di queste opinioni,
esiste un elemento preciso che attesta l’antichità di su
fassoni: una raffigurazione del tempio ipogeico di San Salvatore di Sinis del IV secolo d.
C., che lo mostra nella sua struttura originaria. Il disegno, visibile nella parete sud della
stanza absidata, è quello di una barca ottenuta mediante l’impiego di giunchi: intrecciati nella
prua e distesi nella poppa.
Nel corso dei millenni su
fassoni ha mantenuto inalterata la sua struttura: costruito dalle abili mani dei pescatori
che intrecciavano il giunco lacustre, su
fenu, assemblando diversi fasci dai quali deriva il nome di
fassoni (fascioni), è lungo da tre a quattro metri e ha al centro una larghezza massima di
un metro; presenta la poppa mozza e la prora che finisce a punta rialzata.