Malgrado l’apparente fragilità, le imbarcazioni costruite con erbe palustri godono di una struttura
abbastanza solida, tanto da annoverare questa tipologia di scafo tra quelli non destinati
essenzialmente alla navigazione in acque calme come quelle lacustri o fluviali, ma anche per
traversate in mare aperto.
E quanto la loro struttura fosse robusta lo ha dimostrato nel 1970 uno tra i migliori e
affascinanti navigatori contemporanei: il norvegese Thor Heyerdahl. Egli, sulla base di proprie
conoscenze delle antiche civiltà, trovando numerose analogie tra i popoli amerindi e gli egizi,
dimostrò che navigatori egizi avrebbero potuto sbarcare in America prima di Cristoforo Colombo. E
lo dimostrò con pieno successo utilizzando per attraversare l’Oceano Atlantico una barca costruita
interamente in papiro.
Questa dimostrazione è la riprova che questo tipo di barca poteva essere utilizzata non solo
per la pesca negli specchi d’acqua palustri, ma anche per la navigazione, tanto da poter supporre
una reale correlazione tra questi modelli di imbarcazione sparsi in alcune parti del globo
terrestre. In quest’ambito si può annoverare la partecipazione de su fassoni a varie manifestazioni
che si svolgono in ambienti diversi dalla laguna di Santa Giusta per promuoverne la la conoscenza a
livello nazionale e internazionale. Nel 1982 e nel 2000 is fassonis hanno partecipato alla Regata
Storica di Venezia, alla Vela latina di Stintino nel 1999 e nel 2000, alla processione delle barche
nel golfo di Orosei nel 2008 e nel 2009. Un’altra dimostrazione interessante della capacità di
resistenza de su fassoni è stata dimostrata in occasione della discesa del fiume Tirso a
Fordongianus nel 2008.
Nell’edizione della
Regata de is fassonis del 2001 sono stati ospiti di Santa Giusta due
rappresentanti del governo peruviano; da quest’incontro, tenendo presenti le similitudini tra le
imbarcazioni sarde e quelle peruviane caballitos de totòra e balsas de totòra, è nata l’idea del
gemellaggio tra il paese di Santa Giusta e quelli di Huanchaco e Puno. Questo gemellaggio, che è
stato fortemente voluto dall’Amministrazione Comunale di Santa Giusta, ha portato in Perù, nel mese
di Luglio del 2003, una delegazione composta da alcuni componenti dell’Amministrazione Comunale,
della Comunità Montana, della Pro Loco, dell’Amministrazione Provinciale di Oristano e dei
fassoneris di Santa Giusta.
Su fassoni ha solcato le acque dell’Oceano Pacifico insieme ai gemelli caballitos,
che tutti i giorni solcano le onde oceaniche con l’ausilio di una grossa canna di bambù divisa in
sezione longitudinale così da trasformarla in una pagaia, indispensabile per risalire le onde ma
utilizzata come timone al rientro a riva quando il caballito viaggia come un surf sospinto dalle
onde.
Il caballito è ancora oggi utilizzato dai pescatori come strumento di pesca, è
ancora realizzato manualmente dagli artigiani locali che recuperano l’erba palustre da grandi pozze
di acqua dolce situate a ridosso della spiaggia oceanica. Ogni pescatore riceve dall’autorità
locale una pozza in consegna che cura e gestisce con grande attenzione e parsimonia.
Le balsas invece sempre realizzate in totòra, nome locale con cui è riconosciuta
l'erba lacustre chiaramente molto simile al nostro fenu, impiegate esclusivamente nelle acque del
lago Titicaca, grande specchio d’acqua dolce posto a circa 4.000 metri di altezza che lo
caratterizzano come lago più alto del mondo, al confine tra il Perù e la Bolivia.
Le balsas vengono usate prevalentemente dalle popolazioni indigene che abitano le isole
fluttuanti “gli Uros”. Essi le utilizzano per la pesca ma anche per gli spostamenti tra le
caratteristiche isolette, dette fluttuanti perché non ancorate al fondale del lago in quanto
realizzate artificialmente sfruttando i grandi ammassi di erbe palustri, rafforzati da altre
particolari essenze vegetali che li rendono impermeabili e sicuri.
L’intento della spedizione è stato quello di creare un legame culturale tra questi tre centri
e di cercare di capire se i tre tipi di imbarcazioni, accomunate dalla tecnica costruttiva e dal
loro utilizzo, potessero avere una radice comune o se fossero il frutto di una produzione autoctona
che l’uomo ha realizzato e perfezionato per le sue esigenze. Dopo una competizione amichevole tra
le imbarcazioni sarde e quelle peruviane è stato firmato l’atto ufficiale che sancisce il
gemellaggio tra i due paesi.